Duomo Crotone: ecco gli interventi di restauro previsti

duomo crotone 2023

CROTONE – Osservato dalla piazza, il duomo di Crotone appare come un custode silenzioso e immutabile della storia cittadina. Tuttavia, basta avvicinarsi per notare come la Cattedrale di Santa Maria Assunta (questo il nome esatto di quello che comunemente a Crotone è conosciuto come Duomo) porti su di sé i segni del tempo: crepe simili a cicatrici sulle murature, un tetto ormai stanco e una “pelle” soffocata da strati di cemento moderni che, paradossalmente, l’hanno indebolita invece di proteggerla.

È un edificio che soffre, vittima della sismicità del territorio e dell’usura, ma che oggi è pronto a rinascere. Grazie a una massiccia operazione di chirurgia strutturale e restauro conservativo, la Basilica si prepara a un nuovo capitolo. Come annunciato dal vescovo Alberto Torriani alla vigilia di Natale, l’iter burocratico è concluso: i lavori sono stati appaltati ed entro gennaio si aprirà il cantiere.

L’apertura del cantiere del duomo di Crotone

La macchina amministrativa ha dato il via libera definitivo a un’operazione resa possibile da un finanziamento complessivo di 2.800.000 euro a valere sui fondi del Pnrr, specifici per la sicurezza sismica dei luoghi di culto. L’Arcidiocesi, supportata dalla Stazione unica appaltante (Sua) della Provincia, ha chiuso la gara con la determina del 18 dicembre 2025.

Ad aggiudicarsi l’appalto è stata l’impresa Gallo Erminio di Lappano (Cosenza), per un importo contrattuale di oltre 1,5 milioni di euro, una cifra che include circa 341mila euro di oneri per la sicurezza non ribassabili, a testimonianza della complessità dell’intervento. Dal momento della consegna, l’impresa avrà 240 giorni per restituire alla comunità di Crotone il Duomo consolidato.

La diagnosi: tra faglie sismiche e restauri errati

Le relazioni progettuali, firmate dal raggruppamento guidato dagli ingegneri Francesco Lorenzo e Alessandra Marangolo e dagli architetti Carmela Proietto Donato e Dario De Simone, partono da un’analisi severa dello stato di fatto. Il duomo di Crotone sorge in una zona critica, stretta tra le faglie che separano la Sila dal bacino crotonese. La sequenza sismica iniziata nel 2013 ha aggravato il quadro fessurativo, evidenziando la scarsa coesione tra i mattoni in alcuni punti.

Ma il nemico non è solo geologico. La relazione del restauratore Giuseppe Mantella punta il dito anche contro l’uomo: i restauri degli anni Quaranta e del Duemila hanno avvolto l’edificio con intonaci cementizi e finiture sintetiche. Questi materiali impermeabili hanno impedito alla pietra di “respirare”, intrappolando l’umidità e causando il degrado della facciata neorinascimentale.

Il nuovo tetto: legno di castagno e tecnologia

L’intervento più radicale riguarderà la copertura. Il vecchio tetto sarà rimosso per far posto a una nuova orditura in legno massiccio di castagno, su cui poggerà un doppio tavolato in abete. La vera novità tecnologica sarà il tetto ventilato: speciali piedini creeranno una camera d’aria per garantire isolamento e durata. Sotto questa nuova pelle lignea si celerà la vera difesa antisismica: un cordolo sommitale in acciaio che legherà i muri al tetto, trasformando l’edificio in una “scatola” unica capace di resistere alle scosse senza che le pareti cedano verso l’esterno. Saranno inoltre recuperati il 60% dei coppi originali.

Chirurgia strutturale e il “nuovo” campanile

Sulle murature si procederà con la tecnica dello “scuci-cuci“: dove i mattoni sono slegati, verranno inserite barre in acciaio inox e iniettate malte a base di calce idraulica, bandendo definitivamente il cemento. Per la Torre Campanaria, stravolta nel Novecento e oggi vulnerabile, è stata studiata una soluzione ingegneristica d’avanguardia: all’interno verrà costruita una struttura indipendente in tubolari d’acciaio. Questo scheletro metallico sosterrà il peso della scala e dei solai, consolidando il campanile dall’interno senza alterarne l’estetica esterna.

Le decorazioni: cupole in sicurezza e archeologia

Grande attenzione sarà riservata agli elementi decorativi. La “falsa volta” in incannucciato, oggi a rischio crollo, sarà consolidata e “appesa” alla nuova struttura del tetto. All’esterno, le caratteristiche cupole maiolicate subiranno un intervento certosino: le piastrelle saranno smontate, catalogate e ricollocate con una tecnica di sicurezza estrema, che prevede l’ancoraggio meccanico di ogni singola piastrella con una vite in acciaio inox, azzerando il rischio di caduta.

Infine, l’estetica avrà una valenza curativa: via plastiche e cementi, le pareti saranno trattate con biocidi e intonaci macroporosi traspiranti. Durante i lavori strutturali interni, che prevedono il sollevamento temporaneo del pavimento in marmo, sarà presente un archeologo per monitorare eventuali ritrovamenti nel sottosuolo della Basilica. Fonte: Il Crotonese