Stiamo pubblicando ormai da dieci giorni le relazioni del ministro dell’Interno e della Prefettura di Cosenza che sono state alla base dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Altomonte. A questo punto, una riflessione è inevitabile. Non c’è dubbio che alle ultime Regionali il riferimento politico di questa banda è stato Gianluca Gallo. Tutto il Comune ha lavorato per lui e infatti Gallo e Santoianni hanno fatto il pieno di voti. Un altro elemento importante della banda è l’imprenditore Vincenzo Maria Artuso, fedelissimo soprattutto del Gallo e poi anche del suo pupazzo messo sulla poltrona di sindaco, Giampietro Coppola. E’ Artuso che fa manbassa di appalti e affidamenti e Garita e Coppola gli spianavano la strada: gestivano tutto loro, soldi, voti e ogni altra cosa. Per come risulta dagli atti ufficiali (e pubblici) della relazione del prefetto di Cosenza.
La Commissione d’accesso ha potuto riscontrare altri affidamenti diretti privi di motivazione tecnico-giuridica, in violazione dei principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento, con frequente omissione dell’espletamento di ricerche di mercato e procedure comparative in ordine alla convenienza economica dei corrispettivi richiesti.
Tra queste risaltano quelli a favore della impresa Artuso Vincenzo Maria srls che la Commissione ha definito di sostanziale monopolio: intorno a questa impresa riemergono l’interesse e il coinvolgimento della famiglia Artuso; è da tenere in debito conto che lo stesso rappresentante legale e i di lui familiari hanno sottoscritto — alcuni con il ruolo di promotore- la lista facente capo al rieletto sindaco Coppola.
L’ impresa, oltre ad essere aggiudicataria del servizio di manutenzione e gestione delle reti idriche di distribuzione degli acquedotti comunali dal 01.09.2020 al 28.02.2024 ha svolto, sempre nello stesso arco temporale, svariati lavori che, a titolo esemplificativo, hanno riguardato la manutenzione della rete fognaria, la copertura di loculi cimiteriali, la manutenzione di caldaie, il ripristino dei cordoli in cemento, il trasporto di panchine, la manutenzione di immobili comunali, la regimentazione di acque piovane, il trasporto di mobili, la manutenzione della viabilità comunale, dell’impianto di irrigazione ed altro.
Il comportamento tenuto dal Comune in ordine agli affidamenti diretti, conferiti
all’impresa Artuso, seppure per la maggior parte di modesta entità economica, senza l’osservanza delle norme del codice degli appalti, ha impedito la partecipazione ad altre piccole e medie imprese, e ha creato un rapporto esclusivo ed una rendita di posizione in capo al predetto operatore, a cui sono derivati vantaggi soprattutto in un mercato povero come quello locale e in cui il numero di imprese non è elevato.
La ripetuta scelta di affidare lavori alla ditta Artuso non è stata però assunta autonomamente dai Dirigenti di settore ma, come riferito in sede di audizione il 15
maggio dal responsabile dell’area tecnico-manutentiva: “…è stata condivisa con l’Amministrazione e confermo che effettivamente i lavori sono stati affidati in buona parte a questa ditta. L’input lo davano molte volte gli amministratori, nella persona dell’assessore Fittipaldi, il vicesindaco Provenzale oppure il consigliere Capparelli…”. Sempre in sede di audizione il responsabile del settore urbanistico/edilizia, ha confermato questo modus operandi.









