Arpacal, un dirigente ricorre al Tar contro il bando “pilotato” per il direttore del settore risorse umane

Dopo la lettera che abbiamo pubblicato stamattina, si è appreso che ci saranno risvolti giudiziari per uno dei concorsi banditi di recente dall’Arpacal. Il direttore generale Iannone ha bandito vari concorsi: quello più in vista riguarda quello di funzionario per la direzione generale cucito su misura per Maurizio Condito – laureatosi pochi giorni fa (sic!) -. Per la comunicazione invece tocca a Teresa Benincasa, molto vicina al Condito per usare un eufemismo. Un posto da dirigente per il settore risorse umane andrà poi al figlio del senatore Filippelli. Uno per il bilancio a Gaetano Vigliatore, cugino di un noto politico cosentino ed uno per gare e contratti al figlioccio di Caligiuri, al secolo Camillo Marchio.

Un dirigente dell’Arpacal ha impugnato dinanzi al Tar Calabria la delibera 659 del 29 dicembre con cui è stato emesso il bando per un contratto a tempo pieno e indeterminato per il ruolo di direttore della struttura risorse umane. Nel ricorso, presentato a firma dall’avvocato Francesco Pitaro, si legge come «a fronte della esistenza di dirigenti interni non è dato capire l’esigenza di rivolgersi all’esterno». L’avvocato Pitaro ha censurato il bando emesso da Arpacal sotto svariati profili tra cui la violazione dell’art. 19 d.lgs. 165/2001, che prevede che debba attingersi dal personale interno, il difetto di motivazione, eccesso di potere per difetto dei presupposti e per contraddittorietà e sviamento della causa tipica, violazione del principio di economicità dell’azione amministrativa, illogicità e ingiustizia manifesta. Il dirigente che ha proposto il ricorso per il tramite dell’avv. Francesco Pitaro, ha riservato di depositare un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro per l’accertamento di eventuali ipotesi di reato e alla Procura Regionale della Corte dei Conti per l’accertamento di eventuale danno erariale.