Gli addetti ai lavori del settore sanità di Cosenza e provincia sono tutti d’accordo: Occhiuto pensa di poter gestire tutto dalla Cittadella ma è chiaro che molte cose gli sfuggono e i suoi piani, per quanto ambiziosi e reazionari, rischiano seriamente di andare a… puttane come diceva il Maestro.
Partiamo da un concetto-base. Occhiuto, come tutti i faccendieri e i colletti bianchi che gli girano intorno, ha un solo obiettivo: continuare ad affossare la sanità pubblica per favorire i boss della sanità privata. Questo ormai lo sanno anche i bambini in Calabria. Il passaggio successivo è semplicissimo: togliere tutto ai poveri per continuare ad arricchire… i ricchi. Un Robin Hood all’incontrario, che saccheggia tutto quello che si può saccheggiare per estendere fino all’infinito il potere di gente come Potestio ovvero il suo braccio armato nella sanità privata, che ormai ha stretto accordi di ferro con i suoi colleghi: Citrigno a Catanzaro e Baffa a Crotone in prima battuta mentre con iGreco i rapporti sono ambivalenti ma di sicuro senza guerre di sorta. I boss della sanità privata non si mettono a fare faide perché non gli conviene: tanto prima o poi i milioni arrivano sempre. Del resto, anche a livello nazionale Giorgia e i suoi alleati fanno la stessa, identica cosa. Cchi bellezza!
Adesso l’obiettivo di Occhiuto è quello di riunire tutti gli ospedali – si fa per dire… – della Calabria sotto una sola unica grande Azienda sanitaria. Stiamo parlando di tre ospedali hub (Catanzaro, Cosenza e Reggio) e di tutti gli spoke (Castrovillari, Cetraro-Paola, Corigliano Rossano, Crotone, Lamezia Terme, Locri, Polistena e Vibo Valentia) lasciando alle “vecchie” Asp solo le briciole. Le nomine di questi giorni servono dunque a mantenere l’immobilismo degli ospedali hun che devono essere ridotti a lazzaretti ancora più di quanto già sono. Operazione facilissima, non c’è che dire. Antonio Graziano per gli amici Antonello e per i nemici Strafalaria, ha fatto tanti di quei danni all’Asp di Cosenza che Occhiuto l’ha dovuto cacciare con procedura d’urgenza perché ormai porta solo sbirri e magistrati… Solo uno già sputtanato come la porta della chiesa madre ovvero Vitaliano De Salazar poteva essere messo al suo posto. De Salazar, che ha già mandato in fallimento l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, ci metterà pochi mesi a fare lo stesso non solo con l’Asp di Cosenza ma con tutti i sei ospedali che stanno passando sotto la sua fibbia: i due di Corigliano-Rossano, Castrovillari, Cetraro e Paola. Un primo passo – a quanto pare – verso la riforma e l’azienda unica che andrà a coordinare tutte le attività ospedaliere.
Tutto questo ovviamente sta nei piani di Occhiuto ma dal dire al fare c’è di mezzo… il mare ovvero i colletti bianchi e i faccendieri che remeranno sicuramente contro la faccia di culo di De Salazar e si stanno già organizzando. L’obiettivo dichiarato di questa operazione De Salazar è quella di ridimensionare la “triade” Remigio Magnelli-Antonio Capristo-Martino Rizzo ma non sarà per niente facile. E infatti Magnelli e Capristo invece di optare per una pensione dorata hanno deciso di restare fino… a 70 anni. In questa prima fase è chiaro che Rizzo dovrà lasciare il ruolo di direttore sanitario dell’Aso cosentina e così anche Magnelli tornerà al Dipartimento tecnico amministrativo e Capristo a capo di un ufficio tecnico qualsiasi. Ma voi davvero credete che resteranno a cuccia per obbedire a Occhiuto? In realtà stanno già iniziando a boicottare De Salazar e sono in molti a pronosticare che il faccendiere catanzarese non avrà vita (professionale) lunga nei corridoi di via Alimena. Tradotto in soldoni: qui interessa solo il potere. Rubare ai poveri per dare ai ricchi… Come Robin Hood… ara mmersa!









