A una siccità «grave e persistente», probabilmente poco mitigata dalle recenti nevicate, fa da contraltare un percorso amministrativo che si conferma lento, farraginoso e disseminato di ostacoli. Così cresce sempre di più l’insofferenza dei cittadini di ogni parte della regione di fronte ai continui disagi nella fornitura dell’acqua. Disservizi e disagi si registrano da tempo nel Cosentino – dove il comitato “La Base”, attraverso l’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.), ha formalmente diffidato Sorical «per gravi inadempimenti contrattuali nella gestione della rete idrica» – e nel Reggino, ma anche nell’area centrale della Calabria le segnalazioni sono continue e l’accentramento della governance in capo ad Arrical, con il conseguente affidamento dell’intero ciclo a Sorical, non sembra aver finora prodotto la svolta auspicata.
Dopo decenni di ritardi nell’attuazione delle normative nazionali, il processo è inevitabilmente lungo e difficile, ma il subentro di Sorical nella gestione di tutti gli acquedotti calabresi, comprese le vetuste condotte locali che coprono l’ultimo miglio dell’acqua fino ai rubinetti delle case, pur essendo avviato da due anni, è ancora tutt’altro che compiuto: finora il passaggio di gestione si è concretizzato per il 23% della popolazione calabrese. Il dato è agli atti dell’ultimo Consiglio direttivo di Arrical e non è neanche da sminuire, visto che si tratta di circa 500 mila persone, ma nella stessa seduta del “parlamentino” di 40 sindaci (che rappresentano tutti i Comuni calabresi) si è preso anche atto che i prossimi subentri “il processo risulta più articolato in quanto, trattandosi di gestioni comunali, necessitano di attività preventiva di bonifica dei database poiché i dati non sempre risultano coerenti”.
Dunque, il cronoprogramma che doveva inizialmente concludersi nel 2027 prevede un ulteriore slittamento per ricalibrare la tempistica relativa al subentro nei Comuni strutturando un calendario secondo l’importanza dei centri più popolosi. Comuni che facevano parte di precedenti gestioni consortili e quelli su cui si stanno completando i lavori di Pnrr sulle reti idriche. L’orizzonte – provvisorio – è quello del 2029 e si parla, a conti fatti, della transizione di circa 120 Comuni per anno. “Pertanto – riporta il resoconto del Consiglio direttivo – è fondamentale che gli stessi comuni acquisiscano le quote azionarie Sorical, in quanto società gestore del Servizio Idrico Integrato”.
Il via libera allo slittamento del Piano operativo di transizione al Servizio idrico integrato è uno dei primi atti adottati dal “parlamentino” di Arrical sotto la preside4nza del sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, ma nella stessa discussione è emerso anche l’eterno rebus della depurazione, settore per il quale il subentro si presenta ancora più complicato. Il perché è sempre riportato nei verbali delle deliberazioni dell’assemblea dei sindaci: “… negli interventi a valere sulle programmazioni regionali e del commissario alla depurazione non si è nelle condizioni di stimare i tempi della fuoriuscita degli agglomerati dalle procedure di infrazione”. Una condizione di incertezza non di poco conto che “impone una più ampia valutazione in merito all’aggiornamento della pianificazione dell’intero ambito regionale”. Fonte: Gazzetta del Sud









