NOTA STAMPA Prof. Stefano Alcaro – Presidente del CdLM in Farmacia e del Prof. Francesco Ortuso – Presidente della Scuola di Farmacia e Nutraceutico
Domenica 4 gennaio 2025 ci ha lasciato il Prof. Domenicantonio Rotiroti. Professore Emerito dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro, già Ordinario di Farmacologia, per vent’anni Preside della Facoltà di Farmacia e, successivamente, primo Presidente della Scuola di Farmacia e Nutraceutica, Direttore dell’Istituto del CNR di Biotecnologie Applicate alla Farmacologia di Catanzaro, componente di innumerevoli commissioni regionali e nazionali.
La figura del Prof. Rotiroti resterà indelebile nel cuore e nella mente di chi ha avuto il privilegio di incontrarlo. Per i suoi colleghi è stato un esempio altissimo di onestà, rettitudine e laboriosità incessante. Per il personale tecnico amministrativo è stato un maestro del metodo di lavoro, un riferimento di alto livello. Per i suoi studenti è stato molto di più: una fonte inesauribile di consigli e suggerimenti che spesso andavano oltre le mere questioni didattiche o scientifiche. Il Prof. Rotiroti era intimamente convinto che l’Università esistesse per gli studenti e che questi dovessero essere posti sempre al centro dell’attenzione.
Tutto doveva essere fatto per consentire la loro migliore preparazione. Sovente affermava che l’Università è chiamata a svolgere anche una funzione sociale, contribuendo alla formazione a tutto tondo dei professionisti di domani. Durante le sue lezioni traspariva chiaramente la differenza tra il nozionismo e la vera conoscenza, che egli sapeva trasmettere, e di questo tutti i suoi allievi gliene sono sempre stati grati. La Farmacologia e Tossicologia II e la Chemioterapia, che ha insegnato da semprenel CdLM in Farmacia, erano le materie più impegnative del corso di studio ma gli studenti sapevano di poter andare da lui per averespiegazioni e chiarimenti, in qualsiasi momento e per tutto il tempo necessario.
Più volte alle persone a lui più vicine, il Prof. Rotiroti ha confidato che, fino alla fine della sua carriera accademica, durante le notti che precedevano le sedute d’esame, egli stesso si interrogava sulla propria capacità di capire se lo studente che si sarebbe trovato difronte, nella preparazione della prova, avesse dato il massimo oppure sarebbe stato possibile ottenere di più ed in che modo lui avrebbe potuto essere d’aiuto. Verso i colleghi ha sempre dimostrato grande rispetto ed attenzione senza badare minimamente al “grado” accademico, anzi subito dopo gli studenti, nella scala delle sue priorità, venivano i colleghi più giovani nei confronti dei quali non è mai stato avaro di importanti suggerimenti e di insegnamenti di vita senza guardare se questi fossero o meno appartenenti al suo settore scientifico disciplinare.
Il suo aspetto ed il tono della sua voce incutevano rispetto, sulle prime anche soggezione, ma nei fatti è stato sempre molto vicino alle aspettative e alle necessità di tutti i suoi collaboratori, che difatti lo hanno sempre stimato e che, non da oggi, lo rimpiangono tanto. Quello che lui pretendeva dalproprio interlocutore era l’onestà intellettuale ed il desiderio di fare bene. Una volta convintosi di ciò, si adoperava senza riserve per aiutare come se quella determinata questione lo riguardasse direttamente. Il Prof. Rotiroti ha sempre rifuggito le luci della ribalta, le passerelle e quelle che lui chiamava “medaglie” dicendo, in più di un’occasione, di essersi solo limitato a fare quello che il suo ruolo prevedeva. Ed è così che una volta raggiunta l’età della pensione, pur avendo ricevuto la nomina di Professore Emerito, ha preferito defilarsi, in punta di piedi, dall’Accademia ritenendo la sua presenza quasi un freno alla crescita dei colleghi più giovani ma restando sempre disponibile, se chiamato, ad incontrare i colleghi ed i suoi ex-studenti per passare qualche tempo insieme e per offrire la sua visione delle cose.
In tanti, con la dipartita del Prof. Rotiroti, hanno perso un punto di riferimento, un esempio da tentare invano di imitare. Qualcuno può dire di aver perso un caro Amico. Chi lo ha avuto la possibilità di conoscerlo veramente non lo dimenticherà mai, farà tesoro dei suoi insegnamenti e di questi proverà ad essere degno. La Società Civile tutta ha perso un gran signore, un uomo d’altri tempi.









