Cosenza, lo stato disumano del Pronto soccorso: da 800 a 300 mq con 18 posti letto in meno. Il video della vergogna

COSENZA: IL PRONTO SOCCORSO DELLA VERGOGNA. VIDEO SHOCK

In questo video shock emerge lo stato illegale, disumano e fuori controllo in cui il duo Bruni–Pasqua ha ridotto il pronto soccorso di Cosenza. Non un reparto sanitario, ma un ammasso umano permanente, dove i pazienti vengono parcheggiati senza alcuna privacy, dignità o tutela, e il concetto stesso di assistenza è diventato un favore occasionale.

Infermieri e medici lavorano sull’orlo di una crisi di nervi, schiacciati in spazi che non consentono nemmeno di muoversi in sicurezza. Postazioni mediche improvvisate, angoli trasformati in sale visita, barelle ovunque. A tratti, alcune aree sono perfino inermi e inaccessibili a causa della calca. Questo non è sovraffollamento: è gestione criminale.

Noi di Iacchite’ vi facciamo vedere “dal vivo” ciò che tutti denunciano da tempo, ma che a nessuno ai vertici della politica regionale interessa minimamente. Qui la privacy sanitaria è una barzelletta: non esiste alcun modo di eseguire un ECG in riservatezza, i referti vengono letti e commentati davanti a chiunque passi, diagnosi ed esami privati vengono discussi davanti a tutti, non per superficialità, ma perché non esiste fisicamente uno spazio dove fare diversamente. Un Pronto soccorso dove la riservatezza non è violata per errore, ma abolita per struttura.

E quando entrano i parenti dei pazienti (che devono pur farlo), la situazione precipita definitivamente. OSS costretti a cambiare i pazienti nei corridoi, pasti distribuiti tra barelle, sedie, persone in attesa e persone in sofferenza. Gente che mangia accanto a chi vomita, chi urla, chi piange. È caos totale, quotidiano, normalizzato.

Qui “sporco” e “pulito” viaggiano a braccetto, in un miscuglio inaccettabile sotto qualsiasi protocollo sanitario, nonostante operatori instancabili che fanno l’impossibile per tenere insieme un sistema già collassato. Il punto è proprio questo: il disastro non è causato da chi lavora, ma da chi dirige e da chi copre.

Le grida dei pazienti, le proteste di infermieri e medici ormai allo stremo non vengono più trattenute. Sono pubbliche, evidenti, documentate. Eppure ignorate. Perché questo non è un semplice disservizio: è una violazione sistematica e quotidiana dei diritti, resa possibile da silenzi, protezioni e amicizie pesanti.

L’amicizia tra il “professoricchio” Bruni e il vertice politico regionale sembra funzionare come uno scudo perfetto: niente proteste che arrivano in alto, nessun problema che diventa politico, nessun guaio giudiziario. Il reparto può implodere, tanto chi paga non siede nei palazzi.

IL VIDEO DELLA VERGOGNA

In sintesi: la distruzione completa di un intero Pronto soccorso costato circa un milione di euro appena un anno fa. Un investimento pubblico bruciato, reso inutile, trasformato in un inferno quotidiano per pazienti e operatori.

E mentre il pronto soccorso di Cosenza viene ridotto così, il presidente Occhiuto spende oltre due milioni di euro solo per palco e luci del Capodanno 2026 a Catanzaro. Palco e luci. Per una sera. E non sono i soli… La domanda che ne scaturisce non è retorica, è matematica: quanti pronti soccorso si sarebbero potuti sistemare, mettere in sicurezza, rendere umani con quegli stessi soldi? Qui non mancano le risorse. Non mancano i professionisti. Manca la vergogna.
E soprattutto manca la volontà politica di occuparsi di ciò che non fa scena, ma salva vite. Perché un Capodanno Rai, per Occhiù e la banda di parassiti, vale più della salute e della vita dei calabresi. E le condizioni del pronto soccorso di Cosenza, dell’ospedale di Vibo, Castrovillari, Polistena… ne sono la prova provata!