Cosenza. Ma ni sarvamu? N’ami i sarvà!

Sono passati quattro anni dal trionfo di Pescara e dalla conquista della Serie B per il Cosenza Calcio targato Gargamella (scusate la parola). Ventimila tifosi al Marulla per Cosenza-Sud Tirol e diecimila a Pescara per Cosenza-Siena. Numeri che avrebbero dovuto suggerire a qualsiasi imprenditore di fare le cose per bene e mantenere quei numeri e quell’entusiasmo. E invece in questi lunghissimi quattro anni il Cosenza – esclusa la prima stagione di Serie B conclusa comunque in maniera decente e a centroclassifica – è stato sempre costretto a lottare per non retrocedere e quasi sempre davanti a pochi intimi, ovvero allo “zoccolo duro” della tifoseria. Soltanto un anno fa il Cosenza è retrocesso sul campo e si è salvato solo grazie all’esclusione del Chievo. Ma neanche quella lezione è servita e stasera il Cosenza gioca la gara decisiva dei playout, ancora per la salvezza. La differenza è che stavolta ci sarà il grande pubblico. Quando a Cosenza si fanno ventimila spettatori, è segnale che la grande provincia che abbiamo s’è mossa a difesa dei colori e della passione e questo è certamente molto bello e addirittura gratificante per noi cosentini. 

Però, per favore, smettiamola di dire o di scrivere che ci giochiamo la vita o ci giochiamo tutto perché non è vero. In primis, perché tutti sanno, anche a Vicenza, che la situazione della Reggina è molto ma molto peggiore di quella del Chievo dello scorso anno e che, di conseguenza, la squadra che perderà i playout sarà certamente ripescata o riammessa, come meglio preferite. Ma non solo.

Quella di stasera non può essere la partita della vita anche perché alla guida del Cosenza c’è sempre lo stesso cialtrone che non merita niente ma veramente niente. Il paragone anche fisico con Gargamella, il nemico giurato dei puffi, è la sintesi perfetta, quasi “lombrosiana”, del personaggio, che sta lì perché ha ancora l’appalto della spazzatura (ormai dal 2010!!!) e soprattutto perché ogni fine stagione si mette in tasca 8 milioni di euro e ne scuce – si e no – un paio per costruire squadre impresentabili e che possono puntare solo ai… playout. Questa è la verità della quale per fortuna i tifosi rossoblù sono perfettamente consapevoli.

E allora, tornando a bomba alla partita di stasera, la domanda che tutti i tifosi – sia quelli che andranno allo stadio sia quelli che diserteranno per protesta contro Gargamella – si pongono l’uno con l’altro è quella fatidica: “Ma ni sarvamu?”. La risposta è: “N’ami i sarva!” con tanto di punto esclamativo. Ma il Vicenza non c’entra niente e neanche la Serie B, che comunque vada sarà garantita anche per la prossima stagione (con i conseguenti milioni che Gargamella si metterà ancora in tasca). “N’ami i sarvà!” significa solo una cosa, che è finalmente chiara a tutti. Il “nemico” del Cosenza oggi non è il Vicenza ma Gargamella ed è da lui che ci dobbiamo salvare, appena l’arbitro fischierà la fine e qualsiasi sia il risultato finale.