Cosenza, ospedale dell’Annunziata: si salvi chi può. La fallimentare gestione del “pavone” De Salazar (e compari)

Carissimo Iacchite’,

all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza si sta svolgendo l’atto finale di una tragedia, regista della quale è il pallone gonfiato che di nome fa Vitaliano e di cognome De Salazar.

Mentre lui fa il “figo” (pensate un po’ come siamo messi…) andando su e giù tra la Cittadella dei parassiti e la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera dei papponi, tutto intorno sta andando definitivamente a rotoli.

Nel frattempo è circondato da uno stuolo di consulenti esterni che, a spese nostre, bivaccano nei migliori ristoranti della città.

Mentre il nostro si pavoneggia – e ci vò curaggiu – in ospedale mancano farmaci, reattivi, materiale per gli interventi chirurgici, eccetera e fra pochi giorni sarà necessario bloccare molte attività.

Mentre il nostro si pavoneggia – e ci vò ficatu – ai dipendenti non verranno pagate le quote della cosiddetta “produttività” e, in questa situazione, i migliori decidono giustamente di andare via.

E per pavoneggiarsi di più De Salazar si circonda di personaggi grotteschi come, ad esempio, un soggetto diventato primario a “botte di medicine” e grazie alle manovre dell’epoca di Achille Gentile, che essendo notoriamente fuori di testa è diventato il “consigliori” del nostro.

Per non parlare della squadra che ha avuto e che avrà: Amato si è fatto fino ad ora, pure male, solo gli affari suoi e, finalmente, per totale incapacità è stato mandato a distruggere definitivamente il Pronto Soccorso, il nuovo direttore amministrativo Folino (impiegato di mezza tacca a Roma) gestisce il tutto come il condominio di casa sua e il nuovo direttore sanitario “a mezzo servizio” e non nell’elenco regionale e nazionale dei direttori sanitari (quindi abusivo) Zinno cercherà di barcamenarsi, senza spazio di azione e senza prospettive di continuità, fra chi lo tirerà a destra e a sinistra.

Il dato sicuro è che la sanità calabrese e cosentina in particolare continua ad essere terra di conquista mentre la situazione generale sarà ancora più caotica e senza via di uscita. Si salvi chi può.

Lettera firmata