Cosenza, scuole medie senz’acqua e riscaldamenti. I presidi più realisti del re, genitori sull’orlo di una crisi di nervi

di Saverio Di Giorno

Al Comune di Cosenza trovano il modo per amministrare le finanze di tutti … gli amici. Tranne dove serve. Al punto che ormai le problematiche sono le stesse di una remota regione in via di sviluppo e riguardano anche funzioni minime ed essenziali per un funzionamento di base. Questa volta la storia emerge dalle scuole medie nelle quali da giorni si registrano mancanze di acqua, servizi igienici e riscaldamento.

Il Comune è silente o tardivo e ai genitori è stato lasciato l’onore di prendere decisioni. Ovviamente l’indignazione ha infiammato le chat. I provvedimenti sono poi arrivati a macchia di leopardo solo molto tardi e dopo un generale nervosismo dei genitori.

Il Comune ha la competenza e la responsabilità di garantire i servizi igienici e il funzionamento nelle scuole medie; eppure, in molte scuole si sono dovuti chiudere i bagni, altrove i genitori hanno dovuto prelevare i figli prima della chiusura normale perché non c’erano condizioni, come acqua e riscaldamento. Le chat sono una cronistoria che non sembra provenire da una regione europea. Ma quel che più fa indignare i genitori è che è stato lasciato a loro la responsabilità e l’onore di decidere come comportarsi. “Come ci regoliamo?” ci si chiede ossessivamente. I rappresentati fanno pressioni, arriva qualcuno per provare a risolvere i problemi a vuoto, alcune classi decidono di assentarsi in massa. “Starà a noi poi decidere individualmente”

Secondo altre voci i presidi si troverebbero in una situazione di stallo, perché non hanno ricevuto risposte in tempi celeri da chi di dovere. L’epilogo almeno parziale della vicenda è l’unico possibile? In un caso scuola chiusa almeno fino al 14. Motivazione? Mancanza di riscaldamento ed acqua.

Resta però un grande interrogativo che riguarda i ritardi. Una situazione del genere – specie in questi giorni di freddo – non può protrarsi a lungo. E allora perché aspettare? Certo chiudere (e con queste motivazioni!) è una dichiarazione di sconfitta e non ci si voleva prendere forse una tale vergogna. Ma tant’è, bisogna pensarci prima.