Gli insegnanti attendono risposte da Oliverio sull’alternanza scuola-lavoro

Gli insegnanti Calabresi – PSP Partigiani della Scuola Pubblica ancora attendono risposte dal Governatore della Calabria Mario Oliverio e dall’Assessore al lavoro e all’Istruzione, Federica Roccisano, sulle misure che intendono prendere per garantire agli studenti delle terze classi degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, di poter attuare le 200 o 400 ore di alternanza scuola lavoro nell’arco del triennio.

“Infatti – scrivono in un comunicato – mentre i vertici istituzionali, nella calura estiva, erano in “tutt’altre faccende affaccendati”, i docenti autoconvocati delle cinque province calabresi svolgevano un’operazione che sarebbe stata di pertinenza del governo locale: studiavano la legge 107 /2015 per comprenderne fino in fondo l’impatto che avrebbe avuto sul territorio.

Da tale studio emergevano gravi incoerenze con la legislazione vigente inerenti al comparto del pubblico impiego, alla pubblica amministrazione ed al comparto scolastico, ma ancora più gravi i numerosi profili di incostituzionalità, alcuni dei quali costituiscono un serio attacco all’economia, allo sviluppo e alle pari opportunità dei ragazzi meridionali, nella fattispecie calabresi.

Immediata e spontanea é stata la reazione di produrre un documento inviato il 15 agosto presso gli uffici della Regione, chiedere un appuntamento al Governatore, trovare un Consigliere, Giovanni Nucera di SEL che potesse produrre in Consiglio Regionale una mozione che bloccasse la legge 107, come prevede l’art. 127 della Costituzione, perché in evidente conflitto, in base al Titolo V, con le competenze dell’ente in materia di tirocinio formativo.

Finalmente, dopo tanta frenetica attività, i docenti calabresi, mai ricevuti da Mario Oliverio, sono riusciti ad ottenere che la mozione fosse inserita tra i punti all’ordine del giorno della seduta del 31 agosto, la prima e l’ultima utile, perché i termini del ricorso alla Corte Costituzionale scadevano il 13 settembre, a sessanta giorni dalla pubblicazione della legge.

Ebbene, la mozione è stata immediatamente prima della seduta beffardamente cancellata dall’ordine del giorno. Un centinaio di docenti appositamente giunti a Reggio Calabria da ogni parte della regione sono rimasti per oltre sei ore in attesa di una risposta, per sentirsi dire che il Governatore non intendeva comunque impugnare la Riforma: la decisione negativa era imputabile all’avvocato della Regione che si era espresso per la non fattibilità del ricorso.

I docenti, in un breve abboccamento col Governatore, avevano fatto di tutto per fargli intendere che l’alternanza scuola-lavoro nelle modalità previste dalla legge 107 sarebbe stata difficilmente attuabile sul territorio e che i titoli di studio conseguiti dai ragazzi calabresi ne sarebbero usciti fortemente compromessi, oltre al fatto che l’impiego di una così imponente massa di persone a costo zero avrebbe danneggiato l’economia della regione, sancendo la fine dei lavori stagionali.

A nulla sono valse le parole dei docenti accolti dal sorriso beffardo e sornione del Governatore, che, nonostante in più occasioni precedentemente si fosse espresso a sfavore della riforma, aveva deciso, senza neanche farne mistero, di attenersi acriticamente alle disposizioni del suo partito, il PD, artefice di quello scempio normativo.

Non si sono dati per vinti i docenti calabresi, che hanno inoltrato l’autorevole parere dei Costituzionalisti Lollo e Falzea, da loro consultati, circa la fattibilità del ricorso, a Mario Oliverio, che non ha fornito ovviamente nessuna risposta. Dello stesso parere del Governatore l’Assessore Roccisano, che in occasione di un incontro con i docenti calabresi, tenutosi l’11 settembre 2015, non era in grado di dare risposte circa l’attuabilità sul territorio dell’alternanza scuola -lavoro.

Oggi, a distanza di tre mesi dall’incontro dei docenti calabresi con l’Assessore Roccisano, è emerso da dati Censis che l’86,4 % dei Dirigenti scolastici meridionali prevede che non sarà possibile garantire a ogni studente del triennio finale il percorso di alternanza, per mancanza nel territorio di un numero sufficiente di aziende disponibili ad accogliere studenti, ma l’opinione è diffusa anche tra i Dirigenti scolastici di tutta Italia, le cui percentuali complessive di sfiducia sul l’attuabilità della norma si aggirano intorno al 71,1%.

Questo testimonia che il Governo, anche laddove credeva di aver fatto un buon lavoro, ha perpetrato l’ennesimo dissesto: non c’è stata infatti alcuna consultazione delle Regioni prima di legiferare su una materia di esclusiva pertinenza di questi Enti e questi sono i risultati della grave infrazione del Titolo V della Costituzione, poiché per legiferare si deve partire dalla conoscenza del Paese reale .

Dopo la parentesi assurda delle assunzioni con licenza di licenziamento senza giusta causa al termine del primo triennio, l’ incremento a dismisura dei disservizi dovuti all’avvicendarsi sempre più frenetico di supplenti, la confusione che regna nelle ATP, i ritardi nel PTOF, i blocchi dei comitati di valutazione registrati in seno ai Collegi docenti, l’inattuabilità prevista e prevedibile dell’alternanza scuola-lavoro, la legge 107 dimostra ogni giorno di essere una norma cola-brodo che non può fare funzionare la scuola statale e addita il PD come il primo responsabile di questo grave fallimento sia sociale che economico di fronte al Paese.

In un periodo in cui nelle città d’Italia si diffondono banchetti del PD con lo scopo di spiegare le ragioni di andare avanti “con coraggio” su una strada che ha portato alla cancellazione dei diritti dei lavoratori e del futuro degli studenti, all’avanzamento del debito pubblico per mala gestione delle risorse, alla sanità tagliata, conviene invece pensare che questo modus operandi che non ha prodotto alcun risultato sulla crescita del Paese, utilizzando diversamente il proprio voto, si può cambiare, eccome!”