Lettere a Iacchite’: “Orrico affossa il M5s in Calabria, ma a Roma fingono di non vedere. Il tragicomico caso Michele Morrone…”

È ormai imbarazzante la gestione del Movimento 5 Stelle in Calabria da parte della coordinatrice regionale Anna Laura Orrico. Ancora più grave è il silenzio assordante di Roma, che continua a non vedere – o a far finta di non vedere – un disastro politico sotto gli occhi di tutti. Gli attivisti sono scontenti, delusi, esasperati: da mesi chiedono un confronto serio su quanto accaduto alle elezioni regionali e sulle scelte successive, ma ogni richiesta viene sistematicamente respinta.

La nomina di Filomena Greco a vicepresidente della Commissione Sanità ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. A questo punto è impossibile negare che la responsabilità politica ricada direttamente sulla Orrico. Dopo una disfatta elettorale senza precedenti, consumata senza che nessuno del coordinamento regionale o provinciale abbia avuto la dignità di assumersi responsabilità o rassegnare le dimissioni, la scelta di sostenere un’esponente appartenente a una famiglia titolare di numerose strutture sanitarie private in Calabria nella Commissione Sanità appare come un’indecenza politica difficilmente giustificabile.

Un’indecenza ancora più grave se si considera che tra i collaboratori della consigliera Greco figura Michele Morrone, protagonista di passaggi decisivi che hanno portato alla perdita del seggio alla Camera a favore di Andrea Gentile, e già finito sotto i riflettori per la nota intervista a Report. Un contesto che rende evidente l’incompatibilità politica e morale di quella nomina con i principi fondativi del Movimento 5 Stelle.

Che sia stata Anna Laura Orrico a gestire direttamente gli accordi con il resto della coalizione appare ormai acclarato. Lo dimostrano le parole di Pasquale Tridico, che ha parlato apertamente di un evidente conflitto di interessi, così come le prese di distanza di Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, che hanno chiarito come quelle scelte non derivino da decisioni o indicazioni del Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. A certificare definitivamente la natura dell’accordo è stato poi il consigliere Laghi, che ha attribuito senza ambiguità la scelta al M5S e al Partito Democratico.

Del resto, gli effetti degli accordi tra Orrico e Pd erano già evidenti fin dalle prime nomine. I due ruoli spettanti alle opposizioni – Vicepresidente del Consiglio e Questore – sono finiti al Pd e alla Lista Tridico. Nelle commissioni, il Pd ha conquistato ben quattro vicepresidenze, mentre il Movimento 5 Stelle si è dovuto accontentare di una sola, esattamente come Democratici Progressisti, Lista Tridico e Casa Riformista–Italia Viva. A quest’ultima è andata peraltro anche la vicepresidenza della Sesta Commissione, sempre con Filomena Greco. Un quadro che parla da solo: il M5S è stato completamente marginalizzato, surclassato da tutti, ridotto a comparsa.

Nel frattempo, le richieste sempre più pressanti di convocare le assemblee provinciali di Catanzaro e Cosenza – inizialmente previste per settembre 2025 – e l’assemblea regionale vengono respinte senza spiegazioni dalla coordinatrice regionale. Il motivo è fin troppo chiaro: tra le richieste avanzate dagli attivisti c’è quella di poter finalmente eleggere i coordinatori, come stabilito dalla Costituente Nova oltre un anno fa. Un passaggio democratico che segnerebbe la fine dell’attuale gestione Orrico e dei suoi coordinatori provinciali. Ed è proprio questo, evidentemente, ciò che si vuole evitare a ogni costo.

Lettera firmata