Mare inquinato da Lamezia a Nicotera, il procuratore Falvo chiama gli esperti per capire le cause

Vibo Valentia – Il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo e il direttore della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli Silvio Greco, hanno firmato stamattina una protocollo d’intesa finalizzato a mettere in campo azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno dell’inquinamento delle acque interne e del mare. L’evento si è svolto nella sala del magistrato alla presenza del comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Marina Massimiliano Pignatale, e del comandante del Roan della Guardia di Finanza di Vibo Alberto Catone.

Individuare le cause dell’inquinamento del mare

Obiettivo dell’intesa è quello di individuare le cause dell’inquinamento del mare lungo il tratto compreso tra l’area industriale di Lamezia e il litorale di Nicotera, su un perimetro di circa 100 km, oltre a sensibilizzare i cittadini alla cultura dell’ambiente e alla tutela del mare. “È necessario – si legge tra le carte del protocollo – individuare sia i fattori di inquinamento che le criticità dovute alla mancata e non corretta depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, che sono il principale veicolo attraverso il quale l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare”. Il protocollo prevede, dunque, un monitoraggio del fenomeno e dei fattori inquinanti durante tutto l’anno solare e non solo nel corso della stagione estiva in quanto si ritiene “necessaria un’opera di prevenzione e controllo a tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e dell’economia connessa allo sfruttamento turistico”.

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A questo accordo seguirà un ulteriore protocollo operativo con le forze di polizia giudiziaria e, in particolare, con la Capitaneria di Porto e con la Sezione navale della Guardia di Finanza di Vibo Marina che potranno quindi avvalersi nelle loro indagini delle eccellenze scientifiche fornite dalla struttura diretta dal professore Greco attraverso il coordinamento della Procura della Repubblica guidata da Camillo Falvo. “Il nostro auspicio – ha affermato Falvo – è capire quali siano i fattori inquinanti e risolvere il problema a monte con la prevenzione e non solo con la repressione che in questi anni, come abbiamo visto, non è stata risolutiva. E in tutto questo, anche la politica deve fare la propria parte perché ci sono molti depuratori che spesso sono fermi o ormai inservibili e questo finisce col provocare un danno all’ambiente”. Dello stesso avviso il prof. Greco per il quale “bisogna iniziare a verificare lo stato dell’arte. Ho avuto degli incontri preliminari con la presidenza della Regione che mi sembra particolarmente ben disposta verso questa tematica. Ci sono ancora nodi gordiani da sciogliere come quelli degli impianti obsoleti o fermi che bisognerà ristrutturare e i Comuni devono pensare a consorziarsi”.