ARCHEOCLUB – ITALIA NOSTRA – WWF PROVINCIA DI VIBO VALENTIA – VALLE DELLO STILARO
Alla SABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia
Alla Provincia di Vibo Valentia
Al Ministero della Cultura
Al Comune di Pizzo Calabro
All’Autorità Portuale Mari Tirreno Meridionale e Ionio
Agli Organi di Stampa locali e nazionali
Oggetto: Invito alla verifica e comunicazione di solidarietà cittadina
Le sedi ARCHEOCLUB e ITALIA NOSTRA di Vibo Valentia e il WWF Provincia di Vibo Valentia –Vallata dello Stilaro prestano adesione e sostegno all’azione avviata da un folto gruppo di cittadini, quali soggetti anch’essi interessati alla tutela del patrimonio storico, paesaggistico e ambientale della città di Pizzo Calabro, ed esprimono la loro forte preoccupazione per l’impatto apportato dagli interventi strutturali e morfologici attualmente in corso lungo il tratto costiero prospiciente l’abitato storico di Pizzo Calabro.
Sebbene ci si riservi di inoltrare apposite istanze di accesso agli atti per comprendere e conoscere a pieno il come ed il perché si sia giunti a tale situazione di compromissione paesaggistica ed ambientale, la constatazione de facto porta a ritenere che “i lavori di messa in sicurezza del lungomare” nel tratto tra la Marina di Pizzo e la località Seggiola dello stesso comune, per la loro natura e conformazione, operino un completo stravolgimento dei luoghi, risultando in contrasto con le norme e i principi sanciti dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004), incidendo negativamente in modo immediato e irreversibile sul paesaggio costiero in questo suggestivo tratto della costa tirrenica calabrese.
Le opere in contestazione, difatti, operano direttamente sulla precedente scogliera artificiale e ne modificano profondamente la struttura e l’aspetto, discostandosi così dalla rappresentazione fattane negli elaborati progettuali, che vedevano il semplice “riposizionamento in sagoma”. Nella realtà la scogliera è divenuta oggi una barriera continua, composta da blocchi prefabbricati in calcestruzzo di grandi dimensioni, con carattere seriale e chiaramente riconoscibile come opera industriale.
L’ingombro visivo reale dell’intervento appare inoltre ben superiore e ben diverso rispetto a quello restituito dalle viste progettuali post operam, nelle quali l’impatto della scogliera risulta invece fortemente mitigato. Succede così che, oggi, il rapporto tra la passeggiata, il mare e la linea di costa sia sostanzialmente alterato, con l’opera che assume un ruolo schermante e dominante rispetto al paesaggio costiero; non si cammina più tra le case e la piazza e il mare, ma tra l’abitato e un muro di cemento, che non verrà certo alleggerito dalla prevista copertura in pietra, soluzione che invece aggrava l’impatto ambientale e paesaggistico dell’opera.
Tali elementi determinano una trasformazione sostanziale e permanente del fronte mare, che appare eccedere la nozione di mera “messa in sicurezza” e che configura, nei fatti, una nuova infrastruttura costiera rigida, con impatti paesaggistici non adeguatamente rappresentati in sede progettuale. Difatti, dall’analisi comparativa tra le tavole di progetto approvate (in particolare Tav. T11 – planimetria particolareggiata e viste post operam) e lo stato attuale dell’opera, documentato mediante fotografie da terra e riprese aeree, emergono evidenti discordanze di carattere percettivo, materico e volumetrico, rilevanti sotto il profilo paesaggistico.
I forti dubbi legati alla validità e legittimità dell’opera e il ben fondato timore della sua contrarietà alle norme sostanziali e procedurali del Codice dei Beni Culturali hanno determinato le sottoscritte associazioni a sostenere e fare propria la richiesta inoltrata dai cittadini alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria ed alla provincia di Vibo Valentia, competente per territorio, affinché si verifichi con urgenza la coerenza degli interventi in corso nel tratto di costa pizzitana compresa tra la Marina e la Seggiola – che costituisce un ambito di rilevante valore paesaggistico, storico e identitario per la comunità locale- con le norme di tutela, anche alla luce delle autorizzazioni paesaggistiche già emesse all’ avvio dei lavori, e valutando altresì se anche le eventuali varianti in corso d’opera siano compatibili con il contesto storico-identitario del tratto di costa interessato.
Si confida nell’impegno e nel ruolo istituzionale della Soprintendenza a tutela del paesaggio e della Provincia di Vibo Valentia, enti del procedimento di autorizzazione paesaggistica, nonché si invita l’amministrazione comunale di Pizzo a rendersi disponibile ad un confronto utile ad apportare le necessarie modifiche all’intervento, al fine di mantenere intatto il patrimonio ambientale e paesaggistico nell’interesse delle generazioni future come sancito dall’articolo 9 della Costituzione italiana che impegna la Repubblica a preservare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, oltre al patrimonio storico-artistico.
Le sottoscritte Associazioni si riservano quindi ogni ulteriore iniziativa, all’esito delle redigende istanze di accesso agli atti dinanzi agli enti in possesso di tutta la documentazione utile. In attesa, le sottoscritte associazioni invitano a sostenere tutti la petizione civica in corso tramite il portale change.org, al relativo link https://c.org/LqnMFRRYd6
Vibo Valentia, 10 gennaio 2026
ARCHEOCLUB Vibo Valentia
Presidente, Dott.ssa Anna Murmura
WWF Provincia di Vibo Valentia – Valle dello Stilaro
Presidente, Dott. Guglielmo Galasso
ITALIA NOSTRA a.p.s., sez. Vibo Valentia
Presidente f.f., Avv. Alessandro Caruso Frezza










