È vero, chi sta affogando ha una percezione diversa dell’acqua rispetto a chi se ne sta seduto comodamente sulla riva di un lago a contemplare le sinfonie della natura, almeno fino a quando non si accorge che qualcuno, proprio lì, a qualche bracciata dalla riva annaspa vorticosamente. Panico, cosa faccio? Mi butto, cerco di salvarlo, gli faccio cenno di non agitarsi che stanno per arrivare i soccorsi o lo lascio morire al centro del lago?
Almeno questa è l’impressione che spesso si riesce a desumere dagli atteggiamenti di alcune forze politiche che accumulano sonore sconfitte una dietro l’altra, puntualmente seguite da infruttuose richieste tese a riunire gli organi direttivi per mettere in scena redde rationem che non avranno mai luogo perché, altrettanto puntualmente, dietro l’angolo fa capolino l’ennesimo boccone avvelenato cui ingenuamente aspirano adirati e pubblicamente sconfitti competitor azzoppati già alla partenza.
Dopo la prevedibilissima doccia fredda delle regionali ecco profilarsi dunque, all’orizzonte, le provinciali, con risorti decani della politica che s’intestano la possibilità di distribuire le carte per la prossima partita, dopo aver sbeffeggiato gli stessi soggetti ai tavoli istituzionali dove magari manco erano presenti.
Ospedale di Cosenza (a Rende), Bus Rapid Transit (attraversando obbligatoriamente Rende), Unione dei Comuni (capofila Rende) e magari vorrebbero lasciarti le briciole con la poltrona di Presidente della Provincia (con i pesanti voti di Rende), tanto i conti dell’ente intermedio già accecato come il Ciclope di Ulisse dalla “schiforma” Del Rio non brillano per lungimiranza amministrativo-contabile.
Gli stessi che ieri gridavano allo scandalo per le risultanze contabili gravemente affossate dai progetti fallimentari legati agli insperati introiti degli autovelox fuori norma e dagli affidamenti monstre per l’efficientamento e la manutenzione degli edifici ricadenti sotto la gestione pubblica dell’ente, oggi li troviamo schierati sulla linea di partenza pronti a duellare per l’ennesima carota che astuti burattinai lasciano pendere davanti alle loro teste come ingenui ronzini.
Seconde file appiedate da vecchi compagni di viaggio, incidenti di percorso, investiture repentinamente rivelatesi sbagliate come quelle scommesse che all’ultimo risultato invalidano la giocata facendo svanire la vincita sperata, si rialzano dalla polvere, la rimuovono delicatamente dall’abito sartoriale e sfoderando il sorriso smagliante d’ordinanza rispondono ancora una volta all’appello anche quando nessuno li ha interpellati! È la sussidiarietà, bellezza…
Giuseppe Donato









