Cosenza, la telenovela: quando l’ex moglie prendeva le distanze dal boss (non più pentito) Porcaro

Era il 20 maggio 2023 quando Silvia Guido, ex moglie di Roberto Porcaro, aveva formalmente comunicato ai propri legali di fiducia, Giorgia Greco e Tanja Argirò, di non condividere la scelta collaborativa fatta dall’uomo con cui ha diviso parte della vita. La Guido si è separata in via definitiva dall’esponente di vertice delle “cosche confederate” ed ha già avviato le pratiche di divorzio. Con lei, almeno secondo quanto comunicato nella missiva inviata alle due avvocate, avevano preso le distanze dal padre anche i tre figli della coppia. Nessuno di loro, insomma, voleva essere incluso in eventuali programmi di protezione accordati ai familiari dei collaboratori di giustizia.
Silvia Guido è detenuta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dal primo settembre 2022 per effetto della monumentale inchiesta “Reset” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro contro la direzione strategica, i presunti favoreggiatori e i “picciotti” delle cosche dominanti nell’area urbana compresa tra Cosenza, Rende e Castrolibero.

La donna – secondo la tesi d’accusa sostenuta dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla, e dai pm antimafia Vito Valerio e Corrado Cubellotti – si sarebbe prestata a favorire gli affari illeciti dell’ex coniuge e del capobastone Francesco Patitucci. Una microspia piazzata in casa di Patitucci ha registrato tutti i colloqui avuti dalla donna con la ex moglie del superboss, Rosanna Garofalo e con lo stesso Patitucci. Rispetto alle accuse di partecipazione all’associazione mafiosa, la Guido s’è tuttavia sempre protestata innocente e tale dovrà essere considerata sino alla definizione della vicenda giudiziaria.

Silvia Guido è destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche nel blitz di oggi denominato “Recovery”. Secondo la Dda di Catanzaro avrebbe svolto il ruolo di organizzatrice dell’associazione dopo l’arresto dell’ex coniuge avvenuto il 13 dicembre del 2019, coinvolta “nei traffici illeciti di Antonio Illuminato”. La donna si sarebbe adoperata, in alcune occasioni, al recupero dei proventi dello spaccio con l’ausilio di Antonio Basile.

Roberto Porcaro, dopo una vita trascorsa negli oscuri meandri della criminalità, aveva deciso di saltare il fosso. Condannato a 20 anni di reclusione per traffico di droga, insieme con personaggi della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro e “compari” dell’Amanteano, finito dietro le sbarre con l’operazione Reset della Dda di Catanzaro, aveva deciso di parlare con i magistrati. Una scelta rischiosa e difficile, considerato che i magistrati capiscono facilmente se qualcuno bluffa. E a distanza di soli quattro mesi da quella comunicazione dell’ex moglie di Porcaro, da qualche tempo tutti sanno che il boss ha annunciato che non vuole più collaborare. Il futuro tuttavia non è per niente certo e in molti pronosticano altre puntate della telenovela. Povera Cusenza nostra!