Ancora una volta San Giovanni in Fiore è scesa in piazza per chiedere una sanità al passo con i tempi. A un anno dalla tragica morte di Serafino Congi la città non si arrende.
Si è svolta in serata una camminata per la sanità pubblica che si è conclusa davanti il municipio, ha partecipato tantissima gente, a guidare il corteo c’erano i genitori di Serafino e la vedova, Caterina Perri.
Durante il corteo Caterina ha ricordato quei tragici momenti che hanno segnato per sempre la sua vita e quella dei sangiovannesi. Ha attaccato l’amministrazione comunale per non aver dichiarato, un anno fa, il lutto cittadino.
Davanti al Comune si sono succeduti interventi di cittadini comuni e rappresentanti di comitati civici. Tutti hanno attaccato l’ex sindaca per aver negato le difficoltà in cui viveva l’ospedale. Hanno ricordato alla Succurro e a suo marito che quando il 30 ottobre 2024 si manifestava davanti all’ospedale lei accusava il sindacato e i comitati di “sciacallaggio”. La signora ha sempre negato la realtà pur di non disturbare Robertino Occhiuto. “Non è mai stata alla testa della protesta. Il 10 maggio dello scorso anno – ha detto uno degli intervenuti – alla manifestazione di Catanzaro c’erano tutti i primi cittadini tranne la nostra”. Oggi, alla vigilia delle elezioni, è nuovamente tornata a fare populismo promettendo cose che non potrà mantenere. Ha fatto la stessa cosa il 2020 promettendo un ospedale all’avanguardia e poi tutti abbiamo visto che sotto la sua sindacatura l’ospedale si è spento come una candela”. La stessa fine ha fatto la medicina del territorio.
San Giovanni in Fiore merita molto di più di quello che ha avuto in questi 5 anni.









