Non si ferma la mobilitazione dei cittadini a difesa del diritto alla salute nel vibonese. Oggi i componenti di diverse associazioni e comitati civici ieri sono tornati a far sentire la propria voce con una nuova protesta. Il presidio è iniziato davanti alla sede dell’Asp di Vibo Valentia, dove i manifestanti hanno denunciato quello che hanno definito il progressivo smantellamento dei servizi essenziali dell’ospedale “Jazzolino”.
Al centro della protesta, non solo le liste d’attesa, ma “la vera e propria interruzione di servizi vitali”. Subito dopo il sit-in, la delegazione si è spostata presso il vicino Comando dei Carabinieri per depositare tre formali denunce-querela indirizzate alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.
Per quanto concerne la Neurologia i manifestanti hanno denunciato l’interruzione delle attività ambulatoriali. Esami come Eeg ed elettromiografie, hanno detto, sono bloccati da fine dicembre, costringendo i pazienti, anche prenotati da mesi, a migrare verso altre province, con solo 8 medici presenti su un fabbisogno di 13 e con i professionisti che preferiscono dimettersi per cercare contratti più stabili altrove.
Una seconda denuncia riguarda l’assenza di fisioterapisti nel reparto di Ortopedia. Infine, viene contestata l’interruzione del servizio di reperibilità notturna in Ortopedia verificatasi a dicembre.
I comitati ipotizzano i reati di interruzione di pubblico servizio e violazione dei Livelli essenziali di assistenza, chiedendo alla magistratura contabile di verificare anche eventuali danni erariali legati alla gestione delle risorse umane e strumentali. “È un’inammissibile violazione del diritto alla salute”, si legge negli atti depositati.









