Volley. La favola di Daniele Lavia “da Rossano con furore”: l’esordio in A a 14 anni. i ritorni nella sua terra e “Black Lives Matter”

È una delle stelle della Nazionale azzurra appena laureatasi Campione del mondo, lo schiacciatore rossanese Daniele Lavia, 23 anni da compiere tra due mesi. Ieri sera è stato tra gli Azzurri massimi protagonisti della finale Mondiale contro la Polonia, in una delle notti che, senza dubbio, ricorderà per tutta la vita. Ragazzo semplice, umile, vive per la pallavolo. Un amore, decisamente, ricambiato.

Daniele Lavia, che aveva già vinto l’oro agli Europei lo scorso anno, veste la maglia azzurra dal 2016 e con le selezioni giovanili ha vinto il Festival Olimpico della gioventù europea nel 2017, poi ha conquistato l’argento con l’ Under 19 sia agli Europei di categoria del 2017, sia ai Mondiali del 2019 e in quest’ultimo caso è anche stato premiato come miglior schiacciatore del Mondiale. Di sicuro il 2021 è stato l’anno della sua consacrazione, adesso non restava che mettere la ciliegina sulla torta. E puntualmente è arrivata.

Appassionato di tennis e basket, vive la pallavolo come un amore completo. Ha giocato nella Pallavolo Rossano, nel Corigliano Volley di Pino De Patto, in cui ha militato tra Serie A2 e B1 dal 2014 al 2016, nella Materdomini di Castellana Grotte , sempre in A2, dal 2016 a 2018, poi nella Porto Robur Costa di Ravenna in Superlega dal 2018 al 2020 prima di arrivare a Modena. Ora gioca a Trento dove mette in mostra la solita professionalità. Da adolescente, quando si allenava male, sembra che volesse ripetere tutto da capo, ogni volta, per rifarlo meglio. E sembra che la sera, tornando a casa, gli si chiudesse lo stomaco perché non era soddisfatto. Verità o leggenda? Vedendo la sua crescita continua di sicuro è un ragazzo che pretende molto da se stesso.

La sua terra ovviamente ce l’ha nel sangue, come ogni calabrese che si rispetti. Andrea Lucchetta, leggendario capitano della prima Nazionale di Velasco Campione del Mondo e oggi cronista, non manca mai di sottolineare con il tormentone “da Rossano con furore” le giocate più importanti di Daniele. Che torna sempre giù a casa, appena può. Nel 2019, dopo la Nations League e poche settimane dopo l’elezione del nuovo sindaco Flavio Stasi, era tornato a Corigliano-Rossano ed era stato ricevuto in Comune con tutti gli onori. Le sensazioni del giovane atleta azzurro: “Sempre bello tornare a casa e riabbracciare la famiglia ed i miei più cari amici. Interessante anche l’incontro con il sindaco Flavio Stasi, che ringrazio per l’ospitalità riservatami”. Erano presenti anche il direttore sportivo Pino De Patto ed il presidente della Corigliano Volley, Gennaro Cilento. Ancora Lavia: “La Corigliano Volley è stata fondamentale per la mia carriera. Non finirò mai di ringraziare queste persone fantastiche che con un pizzico di incoscienza hanno puntato su di me nonostante la giovane età. Se ho esordito a quattordici anni in A2 è stato anche merito loro. Porto questa squadra sempre nel cuore”.

Il patron Gennaro Cilento: “Vedere Daniele giocare a livelli altissimi ci ripaga dei tanti sforzi di questi anni. Abbiamo speso, in questi anni, energie fisiche ed economiche per permettere ai nostri talenti di emergere. Lavia a segno con la maglia azzurra in un torneo importante come la Nations League è una grandissima soddisfazione che porterò sempre nel cuore. Noi continueremo nella nostra battaglia sportiva, con uno sguardo alla crescita sana dei tanti giovani talenti del nostro territorio. Un investimento sano e che ci gratifica soprattutto moralmente”. La chiusura del sindaco Stasi: “Daniele Lavia è un orgoglio della nostra città. Si raggiungono livelli così alti solo tramite la fatica ed il sudore quotidiano. In bocca al lupo al nostro campione, già esempio di professionalità e talento”. 

E anche lo scorso anno, dopo aver vinto gli Europei, era tornato nella sua città. Daniele, appena dopo il successo, era subito partito alla volta di Corigliano-Rossano dove era stato ricevuto in Consiglio comunale con un forte applauso in segno di totale gratitudine e riconoscenza. “Per me è stata una grande emozione, mi sono divertito molto, ed ho apprezzato la sentita accoglienza”. E c’è da giurare che molto presto tornerà ancora a Corigliano-Rossano, ma questa volta da Campione del Mondo. Come Rino Gattuso da Schiavonea, che nel 2006 è diventato Campione del Mondo come lui ma del calcio. 

La canzone preferita di Daniele è Avrai, di Claudio Baglioni. Le altre passioni? La famiglia e gli amici. Sui suoi social, da qualche anno, non c’è più una fidanzata ad accompagnarlo nelle foto, ma i suoi parenti più stretti come papà Franco e mamma Sabrina, i fratelli Lorenzo e Antonio e i suoi cugini e cuginetti. È proprio grazie a fratelli e cugina che si è appassionato alla pallavolo. C’è anche posto, però, per i suoi amici pallavolisti , in particolare Roberto Russo, Riccardo Sbertoli e Davide Gardini (figlio del mitico Andrea Gardini). Inoltre Daniele prende posizione ufficialmente su alcune questioni importanti sia relative al suo lavoro, come la campagna “Così il volley muore”, sia su temi sociali come Black Lives Matter. Così, tanto per “frenare” qualche seguace di Berlusconi o qualche fascistello di Serie D che magari vorrebbe cavalcare l’onda del successo di Daniele Lavia.