Belsito, borgo di ferro

Belsito, paese originato dai casali cosentini, un tempo chiamato Crepasito o Caprisito, dal latino cupressetum, bosco di cipressi, o dall’ebraico Kapar-Ha-Sseeth, villaggio eminente; deve il suo nome attuale a Carlo V che nel 1535, passandovi di ritorno dall’Africa, erroneamente informato che Caprisito volesse significare luogo di capre, stabilì il nuovo nome legandolo al paesaggio.belsito

Mentre ci rechiamo verso il palazzo municipale a incontrare Antonio, nostra guida, notiamo un apprezzabile tentativo di valorizzare e recuperare prodotti e produzioni locali: manifesti e volantini di dibattiti e incontri, segnalazioni e informazioni sono ben in vista nell’ingresso dell’edificio.

maillaCome si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino e subito, tra informazioni varie e discussioni, Antonio ci conduce a constatare di persona le produzioni del posto, a partire dal famoso pane locale preparato con il lievito naturale e cotto nel forno a legna.

soppressatalacrima

E’ qui che Luigi, panificatore giovane ma con un’esperienza più che decennale, ci fornisce magicamente anche il salume con cui accompagnare il nostro croccante e morbido alimento base: una sopressata di produzione artigianale che riconosciamo quando viene affettata, ben prima di gustarla, per la famosa “lacrima” che veramente ci intenerisce il core.

mostaccioliProseguiamo solo dopo aver pescato a man bassa in un cesto contenente alcuni ottimi mostaccioli, preparati semplicemente con farina e miele, ci assicurano, e dei fragranti biscotti.biscotti

Man mano che prosegue l’itinerario tra le produzioni locali, aumenta il carico dei prodotti da “verificare”: patate a pasta gialla e rossa, alcuni
insaccati di maiale
 .patata (1)patate-rosse

 

 

 

 

 

melanzane violaIncontriamo poi Mimmo, ristoratore specializzato nella preparazione di carni arrostite che ci illustra con dovizia di particolari le maxi-melanzane viola ripiene alla belsitese.carni arrostite

Nel mentre, Antonio ci ricorda, la celebrità dei forgiari di Belsito, conosciuti un tempo per la grande capacità di lavorare il ferro battuto.

Trieste, nostro amico e noto musicista, si offre di accompagnarci in contrada Serre, dove è stata rinvenuta una necropoli alto-medievale. Gli scavi effettuati da Unical e Soprintendenza ai Beni Archeologici, hanno portato alla luce numerosi reperti risalenti all’VIII secolo d.C., poi ci conduce nella zona Fugarello, in cui ammiriamo l’elevato patrimonio naturalistico del “Bel-Sito”. Il corso del torrente Jassa, diversi sentieri nei boschi, una secolare pineta in contrada Malacurina e le interessanti grotte naturali di Chiricone e Santa Maria.

Una curiosità: passando da qui, cosa avrà mangiato Carlo V?