Farmabusiness. L’uomo di Tallini a Farmaeko: Paolo De Sole, il “Marchese del Grillo”

Uno dei personaggi-chiave dell’inchiesta Farmabusiness che ha portato all’arresto di Domenico Tallini è il commercialista Paolo De Sole. In questo stralcio della lettera di una delle persone truffate con l’azienda bluff Farmaeko, si capisce bene qual è lo “spessore umano” del soggetto. 

… Vado sul sito, leggo il progetto, valorizziamo i giovani, assunzioni a tempo indeterminato, processo di selezione tramite concorso con attribuzione di punteggio tutto pubblicato, siamo trasparenti, siamo meritocratici

Vuole sapere se conosco il significato di MERITOCRAZIA  e se so cosa voglia dire per l’azienda poi se sono disposta a lavorare per obiettivi settimanali e mensili. Insomma si parla poco delle esperienze precedenti ma molto della mia cerchia di amici e poi mi spiega che avrei dovuto seguire un corso di formazione di due giorni, superare un esame, una prova pratica di vendita dei prodotti e alla fine, se avessi raggiunto il punteggio minimo di 60 su 100 l’azienda mi avrebbe fatto un contratto di assunzione part time a tempo indeterminato.

Inizia una pseudo formazione che definire tale è un complimento. È tutto un parlare di come e cosa vendere ai clienti, come organizzarsi da sabato 20, da quando cioè dovremo iniziare a vendere il “paniere di prodotti” che l’azienda ci assegnerà come prova pratica da superare per accumulare da 0 a 45 punti (circa 600 prodotti dal costo che varia dai 10€ ai 40€ con un valore in termini di punteggio dallo 0.03 allo 0.16 ergo per ottenere anche solo 10 punti come minimo devi vendere € 2.000 di prodotti in 8 giorni perché hai tempo fino al 28 febbraio) che si sommeranno ai punti del test che andremo ad affrontare presso la sede amministrative dell’azienda che è a Catanzaro che invece si svolgerà lunedì 29 febbraio alle ore 15 che attribuirà da 0 a 35 punti (0.75 punti per ogni risposta esatta – 0.35 in meno per ogni risposta errata – 0 per ogni risposta non data) su 50 domande a risposta multipla. Che strano, il test vale meno della vendita!!

Il mio entusiasmo scema inevitabilmente ma non demordo. Ci offrono il pranzo, riprendiamo il corso, si parla delle linee cosmetiche, poi nuovamente dei punteggi.

Mi faccio due conti da regolamento:

  • 3 punti per il diploma
  • Da 6 a 8 per il colloquio (hanno detto che 9 e 10 non possono metterlo) diciamo 8
  • Se prendo il massimo ai test 35 sono arrivata a : 46 per arrivare a 60 ne mancano 14
  • Ci sono i punti tutor che sono 3 e me li danno in base a come mi organizzo e promuovo su facebook
  • E poi la pratica…quindi circa 11 punti devo fare quasi € 2.500 di vendita AIUTO!!!

Ci rifletto, intanto loro ti spiegano come vendere…. organizzatevi con parenti, amici, colleghi. Chiamate, fate riunioni, prendete gli ordini poi venite in negozio pagate i prodotti, li ritirate e li consegnate.

In pratica lavoriamo al posto vostro altro che promozione del marchio!

Spocchioso, arrogante, il Marchese del Grillo l’ho definito e non mi sono sbagliata. La sua azienda è un bluff. Lucra sulla disperazione degli altri. Mi dice che lui è lui e gli altri… che il suo è un meccanismo perfetto, certo per le sue tasche! Che riconoscerà le provvigioni sulle vendite solo ai vincitori del concorso, mentre per tutti gli altri nulla, saranno caricate ai tutor. Che la sua azienda è una scatola vuota e bisogna riempirla, che ha sogni ambiziosi, che ci è venuto da Roma ad aiutare la Calabria.

Gli rispondo che se gli stacco un assegno da 4.000 € il posto me lo sono comprato che poi è quello che mi chiede in termini di fatturato, che non gliene importa nulla della mia formazione perché altrimenti prima mi fai fare un corso con formatori qualificati, esperti, provenienti dalle aziende dei prodotti che commercializzi, e solo se supero il corso mi metti alla vendita ma nel negozio dove devo dimostrare di saper soddisfare un cliente sconosciuto accattivandomi la sua fiducia e non con parenti e amici che mi fanno il favore perché mi vogliono bene.

Gli sventolo il regolamento davanti in cui si parla di promozione nel punto vendita come prova pratica che è ben lungi dalla vendita e raggiungimento di budget con accumulo punti porta a porta o comunque fuori dal punto vendita. L’azienda inoltre si riserva poi di concludere i contratti di lavoro ai vincitori, quindi non c’è certezza neanche dopo il concorso. Certo qualche assunzione l’hanno fatta ma poi?? Insomma gli contesto tutto ma ovviamente non serve a nulla se non ad aprire gli occhi a chi era con me in sala che ha capito con chi stava avendo a che fare. Ma gli annunci sono ancora in rete, la truffa prosegue, c’è chi sta facendo spendere soldi, tanti soldi ad amici e parenti, sottoscrivendo tessere (perchè solo così si può acquistare affiliandosi e fornendo tutti i propri dati personali).

Tornata a casa ho ricercato in rete il dottore commercialista Paolo De Sole, e ho scoperto essere non nuovo a queste cose. Nel 2012 ha fondato un consorzio farmaceutico a Roma (dove Farmaeko ha sede legale) che è poi fallito nel 2014. Sarà forse per questo che ora non è lui l’a.d. di Farmaeko ma solo direttore commerciale ma è lui però che si interfaccia con tutti (Università comprese)?? Qualche altro articolo lo vuole invischiato seppur collateralmente in truffe sempre su Roma, certo io non ho gli strumenti adatti ad approfondire, ma credo che lo si debba fare. Posso solo dirvi che l’a.d. di Farmaeko è Raffaele Sisca che è nel contempo Presidente di un Consorzio farmaceutico Calabrese (quante coincidenze… e pare essere cognato dello stesso De Sole).

Di seguito, l’articolo di Repubblica che riassume la vicenda giudiziaria di De Sole.

DE SOLE E LA BANCAROTTA DELLE FARMACIE 

Puntava ad ottenere un posto in consiglio regionale e per farsi eleggere aveva usato tutti gli escamotage possibili: dal farsi finanziare illecitamente la sua campagna elettorale, con oltre 30mila euro, all’offrire 4000 euro a un gruppo di nomadi affinché lo votassero.

Si è scontrato con la dura legge delle urne il commercialista Paolo De Sole, nel 2013 candidato alla Regione Lazio con il partito “Federazione dei cristiano popolari”. I suoi 451 voti non sono stati sufficienti per entrare alla Pisana ma i movimenti sospetti che ha fatto hanno portato la procura a indagare sul suo conto, fino a scoperchiare un crac da 20 milioni di euro, nel quale è coinvolto anche l’ex deputato democristiano della prima Repubblica Paolo Tuffi, ex assessore all’Urbanistica regionale ed ex sindaco di Anagni.

La scorsa settimana il pm Giovanni Battista Bertolini ha chiuso l’inchiesta sulla bancarotta del Consorzio Dieffe Farma, una società che raccoglieva decine di farmacie sparse su Roma nata con l’obiettivo di risparmiare sugli ordinativi di farmaci, iscrivendo sul registro degli indagati 15 persone per una serie di reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta al finanziamento illecito a un partito e alla corruzione elettorale.

I fatti arrivano al 2014, anno in cui il consorzio è fallito, lasciandosi dietro le spalle un buco da 20 milioni. Un vuoto nelle casse societarie provocato da una serie di distrazioni e da un operato continuamente in perdita. Fra gli indagati ci sono il presidente Valerio Tinari, i consiglieri Daniele Marinelli e Paolo Tuffi, al quale la società pagava l’affitto in un appartamento in via Margutta, e il commercialista Paolo De Sole. Proprio quest’ultimo, amministratore di fatto del consorzio, voleva tentare la scalata in politica: con una poltrona in Regione sarebbe stato più facile occuparsi di salute.