Cosenza, il Pd come Gomorra: Boccia “lancia” Maria Pia Funaro contro Adamo

Siamo veramente al ridicolo. Anzi siamo veramente alla vigliaccheria dei maggiorenti del Pd che hanno ben pensavo di mandare all’attacco di Nicola Adamo la sprovveduta  signora Funaro, che forse non ha ben capito in che guaio si sta andando a cacciare. Maria Pia Funaro, vicesindaco di Franz, e figlia di Ernesto da Campana, vecchia bandiera della Democrazia Cristiana versione “balena bianca”, nonché astro nascente del Pd locale. Almeno è questo quello che vecchi marpioni come Graziano e Boccia gli hanno fatto credere, “armandola” e lanciandola contro le fortificate e salde postazioni di Nicola, come un kamikaze contro una portaerei americana. Come a dire, quando tutto è perduto: “muoia (politicamente) la Funaro con tutti gli adamatici”.

Ma davvero pensano i Boccia e i Graziano che la Funaro abbia la benché minima possibilità di salvare la pelle da uno scontro diretto con le truppe di Nicola? Lo sanno bene che la Funaro non ha nessuna possibilità di sconfiggere Nicola, ma nonostante ciò hanno deciso per il suo sacrifico. Hanno bisogno di immolare la Funaro sull’altare della lotta agli spietati capibastone del Pd calabrese, contro i quali nessuno ha mai potuto niente: Bersani, Renzi, Minniti, Letta, Franceschini, Epifani, Zingaretti. Hanno bisogno di martiri da esporre alla folla, così come i fanno i talebani con i loro militanti mandati alla morte come carne da macello solo per i loro luridi scopi pseudoreligiosi, per poter continuare, anche in caso di sconfitta (in questo caso certa), ad inneggiare alla guerra politica santa. L’unico modo che hanno di sopravvivere allo scontro con Nicola.

Più Nicola colpirà duro la povera e sventurata Funaro, più argomenti strumentali, spacciandosi per vittime di un sistema mafioso, avranno i Graziani e i Boccia da portare avanti nella santa lotta contro l’oppressione dei Nicola Adamo. La speranza è quella di innescare un “moto” di orgoglio nelle piccole paranze del Pd ancora non schierate, paventando loro (a ragione) un triste destino: la “dittatura del proletariato di Nicola”. Solo una nuova e numerosa alleanza può opporsi a tutto questo. È questa l’arma (fare le vittime della bruta violenza di Nicola) che hanno studiato gli altrettanti appartenenti ad una paranza, Boccia e Graziano. Già, perché quella che si sta consumando a Cosenza è una guerra tra clan politici, dove i “nuovi” arrivati vogliono scalzare il vecchio, ma ancora arzillo, Capu i Liuni. Che tiene ancora saldo in mano lo scettro del potere, e un buon pacchetto di tessere difficile da intaccare. Un vero osso duro, un temibile avversario: di guerre per il controllo del territorio ne ha affrontate, e vinte, tante. Sottovalutarlo è l’errore che spesso hanno commesso i suoi nemici (questo come consiglio).

Povera Funaro, lasciata sola a fare da esca, in attesa dell’arrivo dei lupi famelici di Nicola, per la buona riuscita dello squallido piano messo in piedi dal duo Graziano/Boccia che vorrebbero passare per i buoni, ma in realtà sono tali e quali a Capu i Liuni. Sembra ancora una volta, a guardare quello che succede nel Pd calabrese, di assistere ad un episodio della serie Tv Gomorra. E la serie continua.