Cosenza. Dona il tuo 5xmille a La Terra di Piero

dalla pagina FB di Sergio Crocco

LEGGETE LEGGETE LEGGETE!!!

– Un pozzo a Paoua nella Repubblica Centrafricana.
– Due scuole per l’infanzia a Paoua e a Bedaia e una casa famiglia a Bangui sempre in Centrafrica.
– Scuola elementare, refettorio e scuola di cucito ad Ambhoitrimanjaka, in Madagascar.
– Il Progetto “Non ti ferMare” con 10 sedie speciali per portare le persone disabili in mare, sullo Jonio e sul tirreno cosentino
– Aiuti consistenti a sei orfanotrofi nelle città di Dar es Salaam, Morogoro, Dodoma, Iringa in Tanzania.
– Costruzione del Parco Piero Romeo, interamente accessibile a bambini e ragazzi disabili a Cosenza
– Sei macchine da cucire donate alle Suore di Oshikuku in Namibia.
– Due furgoni pieni di aiuti umanitari per le popolazioni terremotate di Arquata del Tronto, 5 giorni dopo la data del sisma più forte.
– Parco Piero Romeo 2 ad Isakalilo, in Tanzania.
– Un piccolo acquedotto sempre ad Isakalilo, ancora in costruzione in memoria di Bruno Arcuri, sempre ad Isakalilo.
– Rifacimento del lebbrosario di Suchamaela, in Tanzania.
– Tre furgoni pieni di aiuti umanitari per le popolazioni di Rossano colpite dall’alluvione due giorni dopo la data della tragedia
– Per l’emergenza Coronavirus oltre 8000 spese e 43000 pasti caldi consegnati alle famiglie cosentine in difficoltà.

Sono solo alcuni (i primi che mi sono venuti in mente) dei progetti ideati e portati a termine in nove anni dalla Terra di Piero (alcuni insieme a Padre Fedele, l’ultimo assieme ad altre associazioni).
I prossimi progetti sono il parco di Daniele a Kaolack in Senegal e il Parco dei Nonni a Rende.
Per tutto ciò noi non abbiamo finanziamenti pubblici e tutto quello che facciamo si basa solo sulla generosità di chi si fida di noi e ci aiuta.
Vi chiedo di CONDIVIDERE TUTTI QUESTO POST per cercare di arrivare a più gente possibile che sottoscriva il 5×1000 alla Terra di Piero. E’ la nostra maggiore fonte per poter ideare e portare avanti i prossimi progetti.
PS: non costringo nessuno a condividere, ma se non lo fate sentitevi catanzaresi.