“Genesi”, gli incarichi all’Asp di Cosenza per Mario Santoro e la cacciata di Mauro dopo l’avvio delle indagini

Emilio “Mario” Santoro è la figura centrale dell’inchiesta Genesi della procura di Salerno che ha portato all’arresto eccellente del giudice Marco Petrini e dell’ex consigliere regionale Pino Tursi Prato. La sua “rete” di rapporti, amicizie ed interessi è alla base dei guai del magistrato e ha già aperto un fronte molto ampio per toccare con mano l’incredibile grado di corruzione della magistratura nel distretto di Catanzaro.

Santoro, classe 1952, nato a Cariati, è un medico che muove i primi passi proprio nel suo paese, come ufficiale sanitario al Comune. E la sua provenienza, come vedremo, è determinante per capire alcune dinamiche. Poi, nel 1983, vince il concorso pubblico presso l’Asl di Cirò Marina e viene assunto nel servizio di Medicina Legale, dove lavora fino al 1999. Successivamente viene trasferito all’Asl di Rossano nell’area del dipartimento di Prevenzione servizio di Igiene pubblica. E nel 2014 per disposizione di servizio del Direttore del Distretto di Trebisacce entra a far parte dei servizi di assistenza distettuale ex Saub.
La destinazione non gli è gradita per niente e in più, avendo quasi raggiunto l’età della pensione, ha bisogno di una spintarella per risolvere i suoi problemi. Nel frattempo, è diventato grande amico e sodale di Pino Tursi Prato, che a sua volta dopo tante vicissitudini è approdato alla corte di Nicola Adamo.

Dal 12 gennaio 2016 Palla Palla, Capu i Liuni e Madame Fifì hanno piazzato alla direzione generale dell’Asp un medico legale, Raffaele Mauro, che solo due mesi prima aveva vinto una causa di servizio che gli aveva riconosciuto una “depressione cronica”. Un caso talmente eclatante che ne aveva scritto persino il Corriere della Sera. Mauro arrivava dal settore della spedalità privata, dove aveva elargito milioni e milioni agli amici degli amici delle cliniche. Ben presto, comandato a bacchetta com’è per dare alla luce decine e decine di determine farlocche e compiacenti ai soliti noti, diventa per tutti Faccia di Plastica.

Raffaele Mauro

Raffaele Mauro entra in un passaggio nell’ordinanza dell’inchiesta Genesi della procura di Salerno. Come già emerso dalle intercettazioni calabresi, il Santoro si era adoperato per l’esito positivo del ricorso del Tursi Prato per annullare la revoca del suo vitalizio da ex consigliere regionale. E precisamente, era emerso che la via percorsa dal Santoro per ottenere questo risultato era quella di avvicinare un amico “giudice” di Catanzaro, Marco Petrini appunto, che si sarebbe “adoperato” al fine di influenzare la decisione “emettenda” da parte del Collegio giudicante, nel senso sperato dal ricorrente.

La circostanza che il Santoro avesse la conoscenza di un “giudice” presso la Corte d’Appello di Catanzaro era stata evidenziata dal Tursi Prato in occasione di un colloquio avuto con ADAMO NICOLA (ex vicepresidente della Regione Calabria) intrattenuto il 18.10.2017 presso l’abitazione di quest’ultimo.

Pino Tursi Prato

In tale circostanza, il Tursi Prato Giuseppe, nel raccomandare un intervento dell’ADAMO sul direttore generale dell’Asp di Cosenza a favore proprio del Santoro, riferiva: “Nicò… tu ci credi che c’è gente… che noi sottovalutiamo, ma hanno rapporti di fiducia… Hai visto che Mario Santoro è legato con un magistrato della Corte d’Appello, il quale l’altro giorno ha portato a Raffaele (si sta parlando di Raffaele Mauro, alias Faccia di Plastica, all’epoca direttore generale dell’Asp di Cosenza, ndr), tienitelo per te, a incontrare il presidente della seconda sezione penale… a Catanzaro, perché per la verità o il presidente ha chiesto a Mario Santoro, non so cosa doveva chiedere, dice no…, dice ci parlo io con il dottore Mauro, ha detto perché non me lo porti qua che parliamo, ecco infatti l’ha portato a questo incontro a Catanzaro…”.

Mario Santoro ha un paio di obiettivi da mettere a segno all’Asp di Cosenza: deve sbrogliare un mezzo casino che qualche “fratello” aveva combinato per le sale operatorie di Castrovillari ma soprattutto deve prendere in mano la situazione dei fondi per la spedalità privata ovvero per le cliniche. E quando si parla di cliniche private, è impossibile non pensare al gruppo iGreco, titolare di tre strutture e alla costante ricerca di denari da incassare, con relativi vantaggi per tutto il cucuzzaro. Si trattava, dunque, di continuare a mettere nero su bianco la pappatoia e Mario Santoro, cariatese come iGreco, doveva entrare nelle stanze dei bottoni.

L’ineffabile Faccia di Plastica va a parlare, quindi, anche con il giudice Petrini ma già da tempo formava in pratica una coppia fissa con Mario Santoro e la circostanza non sarà certamente sfuggita agli inquirenti.

Nel 2018 il Santoro frequentava spesso la Direzione Generale dell’Asp di Cosenza a via Alimena. Soprattutto tra l’estate e l’autunno. All’inizio nessuno riusciva a capire chi fosse ed a che titolo avesse ingresso libero nei locali, alla faccia dei filtri posti da Mauro ed alcuni già in essere (leggi vigilanza).
La sua prestanza fisica induceva spesso timore ma, con il passare del tempo, diventò per tutti (anche per Mauro) “zio Mario”. Faccia di Plastica se lo portava dovunque ci fosse qualche appuntamento (soprattutto cene e cenette) da rispettare. E lui lo seguiva docilmente.
Ad un certo punto Mauro gli concede anche una stanza tutta sua. Con tanto di computer, internet e stampante. La stanza era quella di fronte alla sua, già appartenuta nei primi tempi a Pietro Filippo, cognato del magistrato Vincenzo Luberto, meglio noto come il professionista dei furbetti del cartellino, già condannato in via definitiva per truffa e falso e beccato finanche da “Le Iene”. E di conseguenza spostato in altri uffici meno “vistosi”.
Sembrerebbe ci siano state anche delle altre sortite di Mauro e Santoro insieme a Catanzaro e anche alcune cene a casa della celeberrima compagna di Mauro, la dottoressa Cesira Ariani, con la presenza dello stesso giudice Petrini, particolarmente propenso ai momenti conviviali.

La casella da occupare è quella della spedalità privata, dunque. All’inizio del 2018 si è liberata perché è andato via il facente funzioni che aveva preso il posto di Mauro: c’è da conquistare un incarico ispettivo su tutto il territorio per le cliniche. Una sorta di supervisione su tutta l’Asp per il settore più delicato per entità di fondi. E Mauro scrive la fatidica lettera che lo abilita a mettersi in moto: è fatta. Per la gioia di molti papponi delle cliniche ma soprattutto dei famigerati iGreco.

Nel frattempo, il 3 aprile, Mario Santoro piazza il secondo colpo e viene nominato nella Commissione di verifica per i lavori delle sale operatorie all’ospedale di Castrovillari. Quattro sale operatorie (Cardiochirurgia, Ortopedia e due di Chirurgia), costate euro 4.778.400,00, inaugurate più volte in modo farlocco e mai entrate in funzione. Dopo dieci anni, infatti, risultano non collaudabili visto che manca la progettazione della Centrale gas medicali e del Gruppo elettrogeno. Un gran casino, che successivamente sarebbe venuto fuori un tutta la sua gravità.

Tornando agli incarichi conquistati da Santoro, sembra che tutto vada a gonfie vele e invece accade qualcosa che fa andare a carte quarantotto tutti gli affari. Siamo a ottobre del 2018, per la precisione il 30 del mese.

Il presidente Oliverio avrebbe scritto a Raffaele Mauro alias Faccia di Plastica un documento con cui lo si invitava a dimettersi dall’incarico di direttore generale dell’Asp di Cosenza in quanto i prefissati obiettivi di salute non sarebbero stati raggiunti.
La notizia viene data con enfasi di certezza nel corso del Tg delle 14.30 di una nota emittente locale (Ten-Teleuropa Network); la medesima notizia, a caratteri cubitali, viene altresì riportata, il giorno dopo, da una nota e diffusa testata giornalistica (la Gazzetta del Sud).

Ma, meraviglia delle meraviglie, nel Tg serale della stessa emittente locale non vi era più traccia alcuna del “licenziamento” di Mauro, al contrario veniva riportata una “filippica”, oltremodo fuori luogo e ingiustificata, con la quale si sottolineava la riconfermata fiducia di Oliverio sulla gestione Mauro! E quelli della Gazzetta, evidentemente, non avevano fatto in tempo a ritirare la notizia ormai già pronta per essere pubblicata.
Ragion per cui il giorno successivo, anche la Gazzetta è costretta a pubblicare una secca smentita relativa all’esonero del dg Mauro, con ampio risalto anche in locandina.

Lo stesso Oliverio si affanna a sconfessare la notizia su quanti più mezzi di comunicazione gli sia possibile raggiungere, quasi fosse come terrorizzato che la notizia della “lettera di richiesta di dimissioni” fosse per abiura trapelata dagli stessi ambienti a lui fedeli…!
Anche Mauro si adopera affannosamente in smentite tragicomiche. Alcuni miopi giornali on-line, sempre a proposito dell’imminente “licenziamento” di Mauro, ribadiscono come, fin da subito, avevano interpretato come una “fake-news” la notizia relativa alla richiesta di dimissioni stilata da Oliverio nei confronti di Mauro.
Insomma, tutti i protagonisti della grottesca vicenda si adoperano nel mal riuscito tentativo di annoverare al più presto la notizia del “licenziamento” di Mauro nelle cosiddette “bufale”, oggi fake-news.

Per inciso, l’intera vicenda giornalistica ricorda per alcuni tratti l’ormai famoso caso del “cinghiale ferito”, in cui l’imprenditore Umberto De Rose, allora presidente di Fincalabra e stampatore del quotidiano “L’Ora della Calabria”, fece “pressioni” sul direttore del giornale e sul suo editore affinché la notizia del coinvolgimento in traffici e parcelle d’oro di Andrea Gentile, figlio del più noto Cinghiale, relativo ad incarichi ad personam per le cause dell’Asp cosentina, non venisse pubblicata; in altri termini, anche in questo caso la notizia “non doveva trapelare”. Il problema, però, è che è trapelata lo stesso.

Già, ma perché Palla Palla vuole eliminare Mauro? Che cosa è successo di così grave da indurlo a far filtrare qualche voce per chiederne l’allontanamento? E chi può essere così potente da determinare la cacciata di un dirigente che ha difeso a spada tratta persino quando è finito sulle pagine del Corsera? Ve lo diciamo noi. A ottobre 2018 qualcuno si accorge che a via Alimena ci sono le cimici e che è spuntato anche un “trojan”: di conseguenza, c’è da correre ai ripari immediatamente. E così Mario Santoro viene clamorosamente estromesso dal suo ufficio, vengono bonificate le stanze dei bottoni e si prende qualche mese di tempo, quello necessario per preparare la fuga facendo sparire tutte le carte possibili. Un anno fa di questi tempi, il 9 febbraio 2019, Raffaele Mauro dava le sue dimissioni. Dove saranno arrivati i magistrati ancora non lo sappiamo, ma di certo ci sono molte cose che vanno approfondite e tanti personaggi eccellenti che gravitano intorno a questi affari.