Cosenza, porto delle nebbie. Che fine ha fatto l’inchiesta sugli straordinari d’oro all’Asp?

Mario Marino

Il magna magna degli straordinari d’oro per Marino e la sua corte

Sembra sia finita nel dimenticatoio del solito porto delle nebbie la volgare vicenda degli straordinari d’oro dei dirigenti medici dell’Asp di Cosenza e in particolare di quelli del Dipartimento di Prevenzione che, tra i mesi di lockdown e i bei tempi della scorsa estate senza un solo ricoverato, si sono fatti pagare a peso d’oro.

Mario Marino e tutta la sua corte hanno “razzolato” una indecente somma di 700.000 euro pagati in due tranche per centinaia e centinaia di ore che risulterebbero lavorate, ma non si sa come siano registrate… Sulla vergognosa vicenda abbiamo appreso finanche dai media di regime che sarebbero in corso le indagini della Guardia di Finanza dietro precisa indicazione del porto delle nebbie. Il condizionale è d’obbligo, viste tutte le indagini insabbiate negli anni dal procuratore Gattiopardo-

La vicenda degli straordinari d’oro ha indignato e non poco i cittadini, e gli ammalati di Covid, molti dei quali deceduti proprio per la mancanza di provvedimenti operativi da parte della task force guidata dall’immarcescibile Marino con tutta la sua corte di medici e collaboratori che hanno ricevuto il pagamento per prestazioni orarie di dubbia veridicità per usare un eufemismo.

Medici che hanno ricevuto incarichi e nomine a iosa, complice il superindagato Remigio Magnelli (ora forzatamente dimorato fuori da Cosenza per far abboccare i caggi), come Vincenzo Gaudio, Sisto Milito, Antonino Scavelli, Amalia De Luca, Antonio Scalzo (il re delle cliniche private gestite da prestanome familiari), tanto per citare i più famosi, unitamente alla cugina della compianta Jole Santelli, Maria Teresa Pagliuso, oggi a capo dell’Unità operativa complessa SIAN (alimenti e nutrizione) scelta da Marino nonostante il possesso dubbio dei titoli necessari per un incarico di tale portata. La Pagliuso – è giusto ricordarlo – ha scalzato la dottoressa Rosellina Veltri grazie ad un corposo curriculum di corsi di formazione che le hanno consentito di accumulare un punteggio tale da giustificare una promozione altrimenti non possibile. Insomma un verminaio di favoritismi che continuano a facilitare ed arricchire le solite famiglie. La Pagliuso, del resto, come tutti sanno, è figlia di quel marpione di Gino, vecchio arnese della DC, con un passato di assessore regionale alla sanità. Centinaia di migliaia di euro di stipendi, di regalie e di dubbie prestazioni professionali. Questa è l’Asp di Cosenza.

Siamo molto curiosi di vedere fin dove si spingerà il procuratore Gattopardo. Avrà gli attributi per far restituire i soldi indegnamente percepiti a questa pletora di magnaccioni grazie a raggiri e coperture e resettare gli incarichi conferiti dalla ex commissaria Bettelini e dal capo dei papponi Mario Marino? Attendiamo, ma con sempre meno fiducia.