Cosenza Pride, Rifondazione: “Occhiuto? Un saggio di cultura omofoba”

Il comunicato con cui il comune di Cosenza annuncia e motiva il mancato patrocinio al Pride è una sapiente accozzaglia di stereotipi qualunquisti, un corposo saggio di cultura omofoba.

Prima di entrare nel merito della decisione è bello far notare come la famosa formula dei razzisti che non si dichiarano tali “ho tanti amici gay, li rispetto, ma..” è parte integrante del documento. Fa specie che un comunicato istituzionale adduca, tra le motivazioni della scelta, le opinioni di presunti amici omossessuali che in privato avrebbero espresso perplessità sull’evento. Fino a ieri mi illudevo infatti che le motivazioni alla base delle scelte pubbliche fossero un po’ più complesse del chiacchiericcio da bar.

Nel merito della scelta, il comunicato palesa gli spiriti barbari della giunta Occhiuto che dichiara solennemente e orgogliosamente Cosenza una “città tollerante”. A ben vedere, si tratta di una vera e propria asserzione ideologica nella quale Sindaco e giunta affermano, secondo la definizione di tollerare della Treccani, di “Sopportare cose, fatti e situazioni spiacevoli o per naturale pazienza o perché si accettano come necessari e inevitabili”.

Cosenza dunque sopporta gli omosessuali? No, è questa giunta che sopporta con fastidio le diverse declinazioni della sessualità e dell’amore; la città, al contrario, ne è orgogliosa e per questo sta già dimostrando grande entusiasmo per questo evento.

La storia ci insegna che il superamento di alcune ingiustizie è stato conseguito grazie alle tante manifestazioni di orgoglio da parte di chi veniva stigmatizzato per la propria identità culturale e politica, per il proprio colore della pelle o per il proprio orientamento sessuale.

Chi non capisce che in un contesto culturale fortemente omofobo e patriarcale come quello odierno appoggiare un Gay Pride vuol dire contribuire alla battaglia culturale per una società diversa e migliore è un pessimo amministratore.

È triste, inoltre, notare come il potere cambi repentinamente le idee e le opinioni personali, per cui anche l’ex sindaca Eva Catizone oggi si adegua silenziosamente al medioevo della ragione rappresentato dalle posizioni retrograde del Sindaco. Ma si sa: per alcuni la coerenza è merce rara a queste latitudini.

Come Rifondazione Comunista parteciperemo alla grande parata del Pride per ribadire la piena legittimità di qualsiasi identità e orientamento sessuale e l’insopportabile ritrosia verso l’oscurantismo di questa politica.

Francesco Campolongo, segretario Circolo Gullo – Mazzotta  di Rifondazione comunista di Cosenza